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Percorsi

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Percorsi

PERCORSI di Gigi Borri

a cura di Eles Iotti

L’artista è un veggente, uno stregone, uno sciamano, un rabdomante e un nomade che ci introduce in un ordine di realtà del tutto differente dall’ordinario, e ci fa vedere e attraversare nuovi Mondi.Le sue interpretazioni dal figurativo all’astratto non vogliono dare un significato agli avvenimenti che abbiamo l’opportunità di sperimentare, ma rispondono a pulsioni particolari del tutto misteriose e irrazionali che concernono il mito, la storia, la memoria.Saliamo in questa giostra di forme e colori, entriamo in questa danza di Mondi per un percorso iniziatico seduttivo ed emozionante senza inizio e senza fine. Il linguaggio espressivo di Gigi Borri è polimorfo, perverso, trasformista, instabile, cangiante e imprevedibile. Sono Percorsi in paesaggi visionari emersi da profondità antropologiche e culturali che travalicano ogni nozione di realtà.Opere, le sue, che non seguono un progetto, che non prevedono andamenti lineari, ma crescono ed evolvono mentre nascono. Pittura oltre la scrittura che professa sconfinamenti, cadute e risalite. Gigi vuole travalicare qualsiasi nozione di stile, negare l’ ispirazione e la contemplazione: anche la nozione stessa di arte come quella di scultura.Inizialmente il suo linguaggio produce “mostri” letteralmente opere da mostrare. Dal caos dell’inizio, in un discorso al plurale, l’artista, che ha vissuto tante vite da nomade dentro a tante culture, azzera la nozione di spazio e di tempo e massaggia il muscolo atrofizzato della sensibilità collettiva. Messi da parte i canoni classici, di ordine, di logica e di sistematicità i Mondi che si aprono sono all’insegna della polisemanticità e mutevolezza: sono Mondi fluttuanti dello spirito.L’artista è come una carta assorbente, è come un fiume carsico che vivendo una deriva, in una visione terapeutica dell’arte, porta in salvo, più o meno consapevolmente, preziosi sedimenti di vissuti e patrimoni di sensazioni creando con questi altri Mondi.La mostra è una esperienza di percorsi visivi in Mondi diversi dal nostro e l’importanza fondamentale di questa esperienza è quella di aiutarci a comprendere che il nostro mondo è anch’esso un costrutto culturale: l’artista è un grande saggio, un antropologo che ricerca e si interroga intorno alla vita.Ora sono la saggezza e la poesia dell’arte a smascherare la prosa della vita: tra i colori e le forme, nei vuoti come nei pieni, nelle intime connessioni di elementi figurali con quelli poetici, nell’ opera di Gigi mi sembra di vedere emergere gli atavici interrogativi: DA DOVE VENIAMO?, CHI SIAMO?, DOVE ANDIAMO …?Gigi Borri nato a Parma nel 1945. Dal 1969 (32 personali 10 collettive) coniuga la ricerca in campo artistico ed antropologico, attento alla complessità e molteplicità dei linguaggi e alla “visione” di popoli di cultura sciamanica.Dal 1991 ad oggi, una serie di personali in Italia, Svizzera e Stati Uniti, sono state dedicate ad una riflessione sulla ricchezza creativa dei “mondi visionari” dei popoli tradizionali, un percorso di più sentieri simultanei che portano ad una messa in discussione di fare arte in occidente.E’ autore di “Anime della foresta – tracce di un mondo sciamanico” collana tascabili Secreta, Marsilio Ed. Ve 1999; più una serie di articoli per alcune riviste sullo sciamanismo.

 

 
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