Studio architettura Parma, architetti, interior design – A+10|

Tracce

apiudieci_tracce_barani
apiudieci_tracce_barani
barani-tracce-apiudieci
barani-tracce-apiudieci
tracce-barani
tracce-barani
tracce-barani1
tracce-barani1
tracce-barani2
tracce-barani2
tracce-barani3
tracce-barani3

Tracce

Si tratta di dodici piccole scatole di legno nelle quali prendono forma altrettante sculture che richiamano aspetti della vita e degli affetti dell’artista.
Ecco che allora le opere Archivio, Alfabeto, Torri testimoniano la passione per il mondo dei libri e della stampa, la predilezione della carta e dell’oro in foglia per il suo lavoro artistico. Gli affetti, tema centrale della mostra, sono invece affidati agli altri lavori dove negli oggetti-sculture scelti affiora il ricordo della figura del padre, come appare dalle parole del breve testo introduttivo in catalogo: “…/ carta vetrata / consumata, arrotolata / e vecchi ferri / velati da anni di ruggine: / da tempo / sul ruvido banco di lavoro/ (ancora stracolmo) / di mio padre. / Tracce di mio padre.”
Una sorta di ready made, termine inglese che significa già fatto (usato per la prima volta nel 1913 da Marcel Duchamp per la sua Ruota di bicicletta posta su uno sgabello) e che indica un oggetto di uso comune, scelto da un artista che, senza usare su di esso alcun intervento di carattere estetico, ne determina il valore con l’atto mentale di percepirlo come opera d’arte e, nel caso specifico della mostra, percepirlo soprattutto come memoria, riconoscenza e quindi omaggio di Barani nei confronti del padre.
tile_bianca_a10